La Roma Barocca

Roma è senza dubbio la culla del barocco, la città che a questo stile diede inizio e che ancora oggi ne mostra sfacciatamente la veste sfolgorante. Ad ogni angolo Chiese, statue, palazzi, fontane sono lì a ricordarvi che la Roma barocca è principalmente frutto del genio di quattro straordinari artisti: Carlo Rainaldi, Francesco Borromini, Gian Lorenzo Bernini, e Pietro da Cortona.

 

Piazza Navona

 

La piazza barocca più famosa del mondo sorge sull’area dell’antico Stadio di Domiziano, di cui conserva la forma rettangolare dell’arena. L’assetto che presenta oggi risponde al volere della famiglia Pamphili, il cui sontuoso Palazzo, progettato dal Borromini, è impreziosito dal ciclo di affreschi di Pietro da Cortona raffiguranti le im prese di Enea. Attualmente è sede dell’Ambasciata brasiliana.

A fianco di Palazzo Pamphili, la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, nata dal progetto Girolamo Rainaldi e terminata da Francesco Borromini; fronteggia una delle tre fontane che ornano la piazza, la Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini. Le altre due fontane sono la Fontana del Moro, così chiamata per la statua dell’Etiope che lotta con un delfino, e la Fontana de’ Calderari, conosciuta anche come la Fontana del Nettuno.

 

San Luigi dei Francesi

 

Fino al secolo XV i francesi possedevano a Roma una cappelletta e un ospedale dedicato a S. Ludovico, ma crescendo di numero e d’importanza, questa loro cappella divenne troppo esigua così che la cambiarono con la chiesa di Santa Maria e S. Benedetto de Lellis che apparteneva ai padri di Farfa. Nel 1478 Sisto IV autorizzò la costruzione di una nuova chiesa col titolo di Santa Maria, S. Dionisio e S. Ludovico e concesse titolo parrocchiale per tutti i francesi dimoranti in Roma, in qualunque rione essi fossero. Iniziata nel 1518 e terminata nel 1589 da Domenico Fontana su progetto di Giacomo della Porta, la facciata ospita le statue delle “glorie” francesi Carlo Magno, San Luigi, Santa Clotilde e San Giovanni di Valois (Pierre l’Eustache, metà ‘700). Accanto sorge il palazzo di san Luigi. La chiesa è celeberrima nel mondo per i capolavori di Caravaggio nella cappella Contarelli. 

 

Sant’Andrea al Quirinale

 

È uno dei capolavori assoluti dell’architettura barocca. Fu commissionata dal cardinale Camillo Pamphilj, nipote di Innocenzo X, a Gian Lorenzo Bernini nel 1658, che realizzò una facciata concava con paraste corinzie e frontone triangolare, contraddetta dall’ellisse convesso dell’aula chiesastica. La chiesa, completata nel 1678, sorge in luogo dell’antica Sant’Andrea a Montecavallo. Le ali laterali della facciata riprendono concettualmente “l’abbraccio” del colonnato disegnato da Bernini per Piazza san Pietro.

 

San Carlo alle Quattro Fontane

 

Più conosciuta come San Carlino, a causa delle sue ridotte dimensioni, fu edificata da Francesco Borromini ed è ritenuta uno fra i capolavori dell’architettura barocca. Iniziata nel 1638 e completata in solo sei anni, ad eccezione della facciata, con le tre nicchie ospitanti la statua di san Carlo Borromeo e due angeli, realizzata fra il 1164 eil 1667. Sia il prospetto che l’interno sono caratterizzati dall’alternanza di linee concave e convesse, che creano una sorta di spazio “pulsante”. Adiacente alla chiesa è visitabile un bellissimo chiostro, anch’esso opera di Borromini.

 

Santa Maria della Vittoria

 

Sorge sul luogo della precedente chiesa di San Paolo (1608-20) dei Carmelitani Scalzi, e venne ricostruita per la vittoria della Guerra dei Trent’anni, dopo la battaglia della Montagna Bianca nei pressi di Praga tra il 1620 ed il 1626. La committenza fu del cardinale Scipione Borghese, il progetto è di Stefano Maderno e la facciata di Giovanni Battista Soria (ispirata alla vicina Santa Susanna). L’interno, a navata unica, è scandito da tre cappelle per lato, tra cui spicca la celeberrima cappella Cornaro, capolavoro di Gian Lorenzo Bernini.

 

Galleria Borghese

 

La villa fuori porta Pinciana sorse nel XVI secolo con l’accumulo dei possedimenti della famiglia Borghese che all’inizio del ‘600 divenne potentissima grazie al pontificato di Paolo V (1605-21). Fu il cardinal nipote, Scipione, a commissionarne l’architettura a Flaminio Ponzio e Giovanni Vasanzio (1607-1613). Sempre a Scipione si deve l’acquisizione delle opere d’arte che compongono la collezione, spesso ottenute ricorrendo a qualunque espediente. Dal 1770 la palazzina viene completamente rinnovata da Marc’Antonio IV Borghese sotto la direzione di Antonio Asprucci, e tutti gli ambienti furono affrescati da diversi artisti, tra cui Mariano Rossi e Domenico Corvi. Nel 1902 lo Stato acquisisce la proprietà della palazzina.

 

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